15 anni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità


2 Novembre 2021   “15 anni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”   È questo il titolo dell’edizione del 2021, […]

 

“15 anni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”

 

È questo il titolo dell’edizione del 2021, del Convegno organizzato da Abilitando Onlus, svoltosi l’8 ottobre scorso in modalità mista, sia online che in presenza, presso la Sala Conferenze Reale Mutua di Torino.

L’associazione Abilitando Onlus da diversi  anni organizza eventi sulle tematiche più attuali che impattano sulla disabilità e l’edizione di quest’anno è stata coordinata da Haydée Longo, avvocata, fondatrice di Lex4All.com e da Mauro Buzzi, socio fondatore di Abilitando Onlus e Presidente di Fe.D.Man., la Federazione Disability Management.
Tra i relatori si sono alternati noti esperti del settore come Vincenzo Falabella, presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, Franco Lepore,  avvocato, ex Disability Manager del Comune di Torino e dirigente UICI, Nannerel Fiano, assegnista di ricerca presso l’Università di Milano– La Statale, Anna Revello di Reale LAB e Luca Rossin, segretario Comitato Operativo Reale Foundation.

I diversi aspetti teorici e pratici che hanno ispirato  la Convenzione Onu, nei  50 articoli che la compongono, sono stati approfonditi nel corso dell’evento, considerando  gli effetti positivi  e ciò che invece manca ancora per l’ effettiva applicazione.

La convenzione Onu, ratificata dall’Italia nel 2009, è il  primo atto normativo che ha consacrato i diritti delle persone con disabilità come diritti umani, che vanno  tutelati sempre e comunque; “si tratta di un passaggio fondamentale per l’introduzione di diritti che altrimenti non sarebbero arrivati a livello istituzionale degli Stati aderenti”, ha affermato la coordinatrice del convegno Haydèe Longo.

 

In particolare, nella Convenzione è stato introdotto il concetto di inclusione, in contrapposizione a quello di integrazione, ovvero progettare pensando alle persone con disabilità, non facendo in modo che queste vi si adattino a posteriori.

È  stato introdotto il Modello Bio-psico-sociale delle condizioni delle persone con disabilità, non più legate allo stato fisico ma all’ambiente.

L’avvocato Lepore, intervenuto nell’introduzione del Convegno, ha approfondito questo aspetto, affermando che il contesto può fare la differenza: un contesto favorevole può aiutare e dunque favorire, ma se è sfavorevole può danneggiare e dunque sfavorire.

Ha concluso con una frase emblematica: “Le persone con disabilità sono una parte del mondo e non un mondo a parte”.

 

Falabella ha ripercorso l’excursus storico della Convenzione, e ricordato il camino difficile ma necessario che le persone e i movimenti  hanno percorso, in particolare attraverso un interlocutore autorevole che è la  FISH federazione “ombrello”, a cui aderiscono  oltre 40 associazioni sia nazionali che regionali, di persone con diverse disabilità. “Prima arriva la persona e poi la sua disabilità” ha affermato  Falabella,  Questo cambiamento culturale in Italia non era scontato. Il nostro sistema di welfare era poggiato sulla protezione e sull’aspetto risarcitorio, ma il movimento associativo era pronto e maturo per cercare il cambiamento; oggi, subito dopo la Carta costituzionale c’è la Convenzione Onu per rivendicare i diritti umani.

 

Ha quindi sottolineato l’importante differenza tra il programma di azione e il piano di azione: le riforme non possono essere fatte a costo zero, e il problema è che ad un programma di azione deve seguire un piano d’azione, stanziando le risorse opportune. Durante la pandemia purtroppo il  welfare risarcitorio ha fatto sentire tutto il suo limite e il terzo settore ha dovuto far fronte alle necessità delle persone con disabilità, sostituendosi in molti casi alle istituzioni.

Il tema del welfare è stato ripreso da Giampiero Griffo, che lo ha approfondito sia a livello di organizzazione mondiale DPI che di Osservatorio nazionale, di cui ha entrambe le competenze.

Durante il periodo di Pandemia la stessa commissaria europea dedicata alla disabilità ha affermato che le persone con disabilità hanno subito  un carico spropositato  e ha condannato come violazione dei diritti umani la scelta del triage adottato, ovvero dell’esclusione dalle terapie urgenti delle persone anziane e delle persone con disabilità: il triage non va fatto sulle categorie ma sulle condizioni cliniche della persona! Griffo ha poi elencato le molte criticità emerse durante la pandemia: i servizi di emergenza poco attenti, l’elevato numero di morti (41%) e addirittura di stupri tra i residenti nelle RSA, la mancanza di interventi domiciliari, che ha demandato il carico alle famiglie, il fallimento della cosiddetta DAD, didattica scolastica a distanza, quasi impossibile per molte persone con disabilità intellettive.

 

Griffo ha ripreso il  concetto del fattore bio-psico-sociale introdotto dalla Convenzione, che è legato ai diritti umani, affermando che la classificazione internazionale ICF  attualmente non tiene conto dei fattori culturali e comunque non è legata ai diritti umani.

 

Altro importante concetto introdotto dalla Convenzione Onu, è quello degli Accomodamenti ragionevoli, ovvero tutti quegli adattamenti, procedure personalizzate, modifiche hardware e/o software ecc, che con una spesa non spropositata consentono di abbattere una barriera e dunque di ridurre l’handicap.

A tal scopo, la ministra della disabilità, Erika Stefani, ha istituito un gruppo di lavoro per progetti personalizzati a favore delle  persone con disabilità, attraverso un budget di progetto che fa utilizzare tutte le risorse possibili per la persona.  Griffo ha assicurato che l’ osservatorio ne monitorerà l’iter, facendo in modo che si decida insieme alla persona, o da chi la rappresenti,   quali accorgimenti ragionevoli adottare.

 

Anche la Federazione Disability Management, ha dichiarato il coordinatore Mauro Buzzi, Presidente di FEDMAN, è impegnata fortemente su questi temi, in particolare sta realizzando un portale sugli Accomodamenti ragionevoli e sta lavorando istituzionalmente affinché venga ben definita la figura del Disability Manager come punto di riferimento per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità.

 

Sono stati quindi approfonditi i temi dell intersezionalità  e doppia discriminazione delle donne con disabilità da Nannerel Fiano, con un intervento su “Importanza della Convenzione Onu e le discriminazioni multiple”.

L’assegnista universitaria ha illustrato come diverse caratteristiche che si intersecano possono portare a discriminazioni multiple; per fare qualche esempio, alcuni segmenti di donne presentano rischi di violenza maggiori di altre, tra cui le donne separate, divorziate, giovani e con disabilità.

Di queste problematiche si sta ampiamente occupando anche un gruppo di lavoro composto da donne afferenti alla FISH e, anche alla luce di quanto purtroppo accade quotidianamente, finalmente si stanno dedicando studi approfonditi nel diritto costituzionale e si sta prestando attenzione a livello legislativo ai temi della doppia discriminazione e dell’intersezionalità.

 

Nel Convegno si sono anche trattati gli aspetti degli ausili tecnologici con Antonello Magaletti, Education Business Development Manager di C&C, partner tecnologico del Convegno, che ha mostrato con interessanti video e immagini le possibilità offerte dalla tecnologia pensata per tutti, fin dall’infanzia e come sia importante la formazione tanto degli alunni quanto dei docenti, in modo particolare  di quelli di sostegno.

Con la competenza nel campo della formazione che lo contraddistingue, Magaletti ha mostrato che tutti i dispositivi Apple hanno tra le impostazioni di accessibilità oltre 150 funzioni che li rendono compensativi e dispensativi, a seconda delle diversità e necessità: vi sono infatti funzioni di voce, ingrandimenti, mobilità, rallentamento e udito, come ausilio a disabilità come cecità, ipovisione, sordità, disabilità agli arti superiori, cognitive, autismo e dislessia. Purtroppo durante la didattica a distanza e didattica digitale integrata 2020 si è perso il 23 percento degli studenti con disabilità, per motivazioni diverse come mancanza di connessione internet, postazioni informatiche scolastiche inadeguate, ma soprattutto fornitura di dispositivi senza alcuna formazione sull’utilizzo.

 

Hanno concluso il convegno gli interventi di Anna Revello e Luca Rossin di Innovability – Reale LAB, partner del Convegno  insieme a Utensilia APS, che hanno illustrato le iniziative e i progetti continuativi di questa edizione di Abilitando 2021. I progetti di Reale Mutua, sia nazionali che internazionali: Reale lab, dal 1828, si fonda su principi di innovazione, quali valore del codice etico,  sostenibilità e mutualità; lavora su numerosi progetti di inclusione per colmare un gap non solo per la disabilità, ma anche di lingua e di etnia. Tra alcuni esempi pratici, la formazione e l’inclusione lavorativa di persone rifugiate, (alcune presenti in sala Convegno). E il Museo di Reale Mutua,  mostrato nella pausa pranzo, totalmente accessibile e gestito da una dipendente con disabilità visiva.

Reale Mutua crede molto anche nella ricerca scientifica, in particolare Rossin ha specificato come alcuni progetti di ricerca studino aspetti della genetica e della medicina predittiva, per poter prevenire le malattie croniche che possano portare a disabilità.

 

Di Stefania Leone

Con delega per le tematiche ICT Associazione Disabili Visivi ATS APS

Consigliere Direttivo di Fe.D.MAN.

 

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